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Novembre 2016

_ _ _ M O N D O

I mercati finanziari in Novembre hanno inevitabilmente subito le ripercussioni dell’imprevista vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane. Le attività finanziarie hanno fatto registrare un repentino cambio di aspettative che fa seguito alle promesse elettorali del neo presidente eletto: politica fiscale fortemente espansiva a sostegno dei consumi domestici e dei profitti delle aziende americane grazie anche a nuove politiche commerciali protezionistiche. Il tutto si è tradotto in un aumento delle aspettative di inflazione negli Usa che comporterebbero tassi monetari più elevati. I rendimenti obbligazionari americani hanno avuto una significativa impennata, soprattutto sulle scadenze medio lunghe, trascinando all’insù anche i rendimenti obbligazionari in Europa ed Asia; il dollaro si è rafforzato soprattutto nei confronti dello Yen e dell’Euro avvicinandosi alla parità rispetto alla moneta unica. I mercati azionari al contrario sembrano aver tratto beneficio dalle attese di maggiore crescita negli Usa con i listini americani ed asiatici che hanno toccato i nuovi massimi dall’inizio dell’anno. Non così brillante invece la reazione degli indici azionari europei. In Europa, infatti, il mese si era aperto con le novità politiche riguardanti la formazione di un nuovo governo in Spagna, ad un anno dalle ultime elezioni, e con il probabile ritardo nell’implementazione della Brexit in conseguenza della necessità prevista dalla sentenza dell’Alta Corte britannica di un voto parlamentare per dare il via alle procedure di uscita dall’Unione Europea.


_ _ _ I T A L I A

La fine del mese è stata altresì caratterizzata dalle incertezze per l’esito del referundum sulla riforma costituzionale in Italia che ha alimentato nuovamente la volatilità sia sui titoli di Stato domestici, con il differenziale con i corrispondenti titoli tedeschi decennali risalito a circa 190 punti base, sia sui titoli bancari ancora alle prese con l’aumento di capitale di Monte dei Paschi e con quello sempre più probabile di Unicredit nei mesi a venire.


_ _ _ I N A R C A S S A 

Il patrimonio di Inarcassa a valori correnti di mercato a fine Novembre si è confermato sopra i 9 mld di euro risentendo solo in minima parte delle difficoltà sui mercati obbligazionari, grazie soprattutto all’atteggiamento di estrema prudenza assunto su tale categoria di investimento; beneficiando altresì dell’apprezzamento della divisa americana e dell’ulteriore rafforzamento dei listini azionari internazionali a conferma dei benefici di un’adeguata diversificazione del patrimonio. In queste fasi di forte volatilità dei mercati finanziari le componenti immobiliari giocano poi un importante ruolo nello stabilizzare la redditività complessiva.