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Contenuti speciali

Pensione di vecchiaia unificata "posticipata"

di Franco Fietta


 

Dopo aver esaminato caratteristiche, problematiche e modalità di accesso alla pensione anticipata in un precedente approfondimento, andiamo a verificare quella posticipata, che - al di là delle apparenze - per Inarcassa non è un controsenso nei termini.

Oggi nel nostro paese, considerate le continue riforme e modifiche normative che vanno ad incidere sul calcolo del beneficio pensionistico, il cittadino accede alla pensione non appena raggiunti i requisiti minimi. Questo perché l’esperienza ha insegnato che il sistema pubblico tende a ridurre l’importo di pensione ad ogni revisione normativa, tanto che spesso chi ha atteso oltre il raggiungimento dei requisiti si è trovato a ricevere importi mensili inferiori rispetto a chi, nelle stesse condizioni, aveva usufruito subito della pensione.

Inarcassa con la sua riforma ha voluto evitare questo temibile effetto, che costringe anche chi si trovi senza problemi in piena attività ad accedere ad una tutela di cui non avrebbe bisogno. Ha voluto, come già argomentato nel già citato precedente approfondimento, garantire una vera flessibilità in uscita, che per un libero professionista, ancora più che per un dipendente, costituisce una grande valore aggiunto.

Con l’introduzione del sistema di calcolo contributivo, in Inarcassa si utilizzano Coefficienti di trasformazione fissati per ogni coorte, cioè per ogni classe di età. Quindi, tutti i nati in un determinato anno accedono agli stessi coefficienti di trasformazione. La serie di coefficienti non viene modificata nel tempo ed è proporzionale all’età di pensionamento, in modo da assegnare importi maggiori a chi ha atteso di più per entrare in quiescenza. Valori e metodi che non variano, dando sicurezza e tranquillità all’associato nelle sue scelte.

Bisogna però precisare che l’equivalenza economica prospettata è valida per la quota di pensione contributiva, ma non per la quota retributiva che, proprio per come è concepita, resta invariata qualsiasi sia l’età di pensionamento dopo l’età ordinaria. Pertanto l’equivalenza economica del momento di entrata in quiescenza ha pieno effetto con una pensione interamente contributiva, mentre decresce man mano che la quota retributiva assume maggiore importanza.
Quindi questa elasticità nella scelta è piena per le pensioni con calcolo interamente contributivo: le pensioni contributive, le pensioni di vecchiaia unificata posticipata o le pensioni di vecchiaia unificata in un futuro in cui non vi saranno più quote retributive da calcolare.

Sulle pensioni di vecchiaia unificata posticipata e le pensioni contributive appena citate, occorre dare qualche chiarimento in ordine alla loro natura e origine. Per il primo caso, con l’ultima riforma è stato previsto che qualora non si raggiunga il limite minimo di anzianità per accedere alla pensione, all’età di 70 anni si abbia comunque diritto ad una pensione calcolata con metodo interamente contributivo; analogamente nel secondo, prima della riforma ed ora in via transitoria fino a tutto il 2017, per chi raggiunga i 5 anni di anzianità minima all’età di 65 anni.

Pertanto, in accordo con quanto scritto in precedenza in tema di flessibilità e provando a riassumere e schematizzare, possiamo affermare che potendo accedere alla pensione anticipata si ha una sostanziale equivalenza economica nel scegliere l’età di pensionamento, qualsiasi sia il metodo di calcolo dell’importo di pensione. Dopo l’età di pensionamento ordinaria, invece, c’è equivalenza per la quota di pensione calcolata con metodo contributivo, mentre quella calcolata con metodo retributivo resta fissa, qualsiasi sia l’età di entrata in quiescenza.

Non si può negare che spesso siamo portati a considerare valido il detto “meglio un uovo oggi che una gallina domani”. Ma proprio perché siamo tecnici, a volte dovremmo valutare con maggiore attenzione e razionalità le nostre scelte. Considerato che il pensionamento non preclude la possibilità di continuare la propria attività professionale in una condizione di buone prospettive di lavoro e di salute, i vantaggi fiscali di una attesa potrebbero essere interessanti. Non bisogna trascurare peraltro che posticipare il pensionamento consente di incrementare ulteriormente il proprio montante individuale della quota di contribuzione integrativa, versata dal committente. Considerazione che può rivelarsi utile in presenza di contratti e/o incarichi di valore consistente, in corso al momento della scelta fatidica.

Un ultima annotazione: il momento del pensionamento non è mai automatico e quindi la scelta deve essere esplicitata attraverso la domanda. Il pensionamento avviene dalla data stessa della presentazione della richiesta e comunque dal raggiungimento dei requisiti, qualora essa sia stata trasmessa nei 60 giorni antecedenti.