PATRIMONIO
Focus investimenti sostenibili
Il 2025 ha rappresentato un anno complesso per la finanza sostenibile, caratterizzato da evoluzioni normative (ridimensionamento della CSRD1 con il Pacchetto Omnibus I2), frammentazione dei dati ESG, instabilità geopolitica e volatilità dei mercati. In questo contesto, Inarcassa ha rafforzato il proprio impegno nella sostenibilità, considerata non solo un principio etico, ma una leva strategica di creazione di valore nel lungo periodo.
L’integrazione sistematica dei fattori ESG nei processi di investimento ha contribuito a migliorare la qualità del portafoglio, ridurre i rischi non finanziari e rafforzare il profilo rischio-rendimento. Con oltre otto anni di esperienza negli investimenti sostenibili, Inarcassa ha consolidato il proprio framework ESG grazie anche al supporto di un advisor indipendente, che consente il monitoraggio continuo di score ESG, impronta di carbonio e contributo agli SDGs.
Nel 2025 è stata aggiornata la Politica di Sostenibilità, ampliandone il perimetro ai temi della transizione energetica, dei rischi climatici, dell’impatto sociale e dell’uso responsabile della tecnologia. Il portafoglio evidenzia un profilo ESG complessivamente solido e coerente con le migliori pratiche di mercato.
1] La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è una direttiva dell’Unione Europea entrata in vigore nel gennaio 2023, che riforma e amplia gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità per le imprese operanti nell’UE.
2] Il Pacchetto Omnibus I, approvato dal Parlamento Europeo a dicembre 2025 ed entrato in vigore nel marzo 2026, ha riformato in profondità la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) originariamente adottata nel gennaio 2023. La direttiva mira a bilanciare trasparenza e competitività, semplificando gli oneri per le imprese pur mantenendo gli standard ESG come riferimento strategico per investitori e stakeholder.
QUALITÀ ESG DEL PORTAFOGLIO
Il portafoglio presenta un livello elevato di qualità ESG, con uno score superiore al target minimo di 60, rispondente ad un rating medio MSCI pari ad A. La distribuzione dei rating evidenzia una prevalenza di emittenti con profili medio-alti, dimostrando una crescente selettività nelle scelte di investimento.
Parallelamente, il monitoraggio della Politica di Sostenibilità conferma la solidità del framework adottato. L’incidenza complessiva delle non conformità risulta estremamente contenuta, pari allo 0,1% del portafoglio, con assenza di esposizione ad attività controverse quali le armi non convenzionali e livelli marginali relativamente ai combustibili fossili. Questo evidenzia non solo l’efficacia degli strumenti di screening ed esclusione, ma anche una coerenza sostanziale tra le linee guida strategiche e la composizione effettiva degli investimenti.
L’analisi della Carbon Footprint, al momento disponibile solo per la componente liquida, evidenzia un profilo emissivo efficiente, con un’intensità di carbonio pari a 107 tCO2 /$M, inferiore al limite strategico e ai benchmark. Il portafoglio presenta un’intensità emissiva inferiore di circa il 28% su base assoluta e mostra una maggiore efficienza sia in relazione al capitale investito sia allo stock di debito.
L’analisi di dettaglio evidenzia una concentrazione delle emissioni in specifici settori (energia, utilities, materiali), nonchè una significativa esposizione verso emittenti impegnati in percorsi di transizione energetica.
In termini di allineamento climatico, la valutazione della temperatura implicita del portafoglio mostra un valore pari a 2,1°C, sopra l’obiettivo di contenimento dell’aumento globale entro 1,5°C definito dall’Accordo di Parigi. Oltre metà del portafoglio è già in linea con uno scenario a 2°C, mentre una quota di circa 40% rimane esposta a scenari meno virtuosi, evidenziando la prospettiva di un percorso graduale di riallineamento.
Il portafoglio presenta un’integrazione strutturata degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con un posizionamento complessivamente in linea con il benchmark e classificato come “moderatamente impattante”. Permangono margini di miglioramento in alcuni obiettivi (es. consumo responsabile e partnership).
A fine 2025, circa il 59% del patrimonio risulta investito in strumenti sostenibili, confermando la centralità dei criteri ESG nelle scelte allocative.
INVESTIMENTI LIQUIDI: EQUILIBRIO TRA FLESSIBILITÀ OPERATIVA E OBIETTIVI ESG
Gli investimenti liquidi rappresentano circa il 70% del patrimonio (12,5 €/mld) e si distinguono per elevata trasparenza informativa e monitoraggio continuo. Il portafoglio presenta un ESG Quality Score pari a 6,6 superiore al benchmark (6,4). Il differenziale più marcato si osserva nella componente Social, evidenziando una maggiore attenzione alla gestione del capitale umano, alle relazioni con gli stakeholder e alla tutela dei diritti. Nel complesso, il portafoglio riflette una selezione orientata verso emittenti con fondamentali ESG più robusti, in coerenza con gli obiettivi di investimento responsabile.
Componente obbligazionaria
La componente obbligazionaria (6,7 €/mld) è caratterizzata da una forte presenza di titoli sovrani e istituzioni sovranazionali. Il profilo ESG è allineato al benchmark e riflette un approccio selettivo orientato alla solidità degli emittenti.
Componente azionaria
Il portafoglio azionario (4,5 €/mld) mostra una qualità ESG più avanzata (rating AA). I fondi azionari globali evidenziano punteggi superiori ai benchmark e una buona diffusione di obiettivi di riduzione delle emissioni.
Una quota degli investimenti è destinata a società impegnate nella transizione energetica, con presenza anche di operatori italiani rilevanti. Nel complesso, il portafoglio integra sempre più i fattori ESG, in coerenza con una gestione orientata alla stabilità, alla trasparenza e al lungo periodo.
VERSO LA SOSTENIBILITÀ FINANZIANDO L’ECONOMIA REALE
Inarcassa, ormai da oltre 20 anni, ha iniziato a ricercare soluzioni di investimento che indirizzino risorse economiche verso l’Economia Reale al fine di supportare lo sviluppo e la crescita di imprese non quotate, italiane ed internazionali. Si tratta dell’universo dei cosiddetti Mercati Privati (Private Markets) ovvero società non quotate sui mercati regolamentati che offrono l’opportunità di diversificare su posizioni focalizzate in aziende di nicchia, ma con grande potenziale di crescita. Alla base di questi investimenti, infatti, vi è la volontà di attivare un circolo virtuoso, tale per cui gli investimenti destinati alle piccole e medie imprese italiane consentiranno a queste ultime di crescere e divenire più solide, aumentando il numero di lavoratori in esse coinvolti e, di conseguenza, generando nuovi flussi di risorse verso il sistema previdenziale.
Le principali tipologie includono Fondi di Private Equity e Venture Capital, Fondi Private Debt, Fondi Infrastrutturali, Partecipazioni e Co-investimenti Diretti.
Nel 2025 sono stati deliberati oltre 900 milioni di nuovi impegni, principalmente in Private Equity (61%) e Private Debt (33%). Gli investimenti di Inarcassa in Private Markets a fine 2025 sono rappresentati da oltre 200 Fondi/Veicoli per un capitale investito di circa € 3,6 miliardi a fronte di impegni effettivi (commitment) pari a circa € 4,7 miliardi.
Inarcassa ha progressivamente ampliato gli investimenti nel comparto degli Investimenti Reali in Italia. Tale comparto comprende iniziative infrastrutturali e di supporto alle imprese, attuate attraverso fondi specializzati e partnership con primari investitori istituzionali italiani e internazionali. Tra questi si annoverano fondi di Private Equity e Private Debt, piattaforme infrastrutturali come F2i e investimenti nel settore della mobilità e dell’energia, inclusi i veicoli Pedemontana ed Arpinge.
L’ultima tipologia di strategia che ha raccolto un grande interesse da parte della Cassa è quella dei fondi Impact (ex. art. 9 della normativa europea SFDR) caratterizzati da specifici obiettivi di impatto ambientale e/o sociale, a riprova della grande importanza per le tematiche ESG, anche in linea a quanto disposto dalla policy di sostenibilità di Inarcassa, oltre a iniziative di Co-Investimento in settori strategici come la transizione energetica (es: investimento in Enilive S.p.A., società del Gruppo Eni attiva nelle energie sostenibili e nella mobilità).
L’analisi ESG del comparto illiquido evidenzia un rating AA e un miglioramento continuo degli indicatori, supportato da un sistema di monitoraggio strutturato e dall’introduzione di metriche come i PAI (Principal Adverse Impact ).
3] I PAI (Principal Adverse Impact) sono indicatori che hanno lo scopo di rappresentare in che misura le decisioni di investimento prese dai gestori potrebbero avere degli impatti negativi sui fattori di sostenibilità relativi ad aspetti ambientali, sociali, o questioni relativi al rapporto con i dipendenti, al rispetto dei diritti umani e alla lotta alla corruzione attiva e passiva.
LA CURA PER LA SOSTENIBILITÀ NEGLI INVESTIMENTI IMMOBILIARI
L’attenzione riservata da Inarcassa alla sostenibilità traspare anche dalle decisioni di investimento nell’ambito immobiliare. Questo comparto, infatti, risulta essere particolarmente interessato da tematiche ESG, a fronte del focus non solo su dinamiche di sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico, ma anche su temi sociali e di governance.
Inoltre, particolare attenzione viene riservata alle certificazioni energetiche, riconosciute a valle di un processo di due diligence ESG e capaci non solo di documentare la sostenibilità di un immobile, ma anche di monitorarne nel tempo l’efficientamento, garantendo, tra l’altro, una riduzione dei costi di gestione ad esso associati, un rafforzamento della reputazione dell’immobile sul mercato e, di conseguenza, una maggiore facilità di accesso al credito.
Due esempi di fondi italiani sottoscritti ben testimoniano l’impegno di Inarcassa nella cura della sostenibilità:
- il fondo COIMA Opportunity Fund II (COF II), focalizzato sulla ristrutturazione degli uffici (con strategia value added) e sulla riqualificazione di immobili ad alta efficienza energetica nelle principali città italiane, inclusi Milano e Roma. Inoltre, in ottica sociale, il fondo promuove la gestione integrata di alcuni servizi alla comunità e agli impiegati che lavorano negli uffici degli immobili del fondo e del quartiere in generale, anche con il coinvolgimento di altri immobili simili, sempre gestiti da COIMA;
- il fondo COIMA ESG City Impact Fund (CECIF), focalizzato in interventi di rigenerazione urbana con impatti sull’economia reale e con target ESG (GRE¬SB Score 99/100 green star) da perseguire mediante una strategia build to core. Il fondo è specializzato in investimenti sul territorio capaci di ottenere un impatto maggiore sull’economia anche in termini di occupazione, innovazione e diffusione sul territorio italiano delle migliori pratiche di sviluppo industriale e gestionale applicate al settore immobiliare.
Nel 2025 è proseguita la gestione delegata del patrimonio immobiliare, sostanziata a livello domestico dal Fondo Inarcassa RE, composto da due comparti e gestito da Fabrica Immobiliare SGR.
Il Comparto Uno prevede significativi investimenti in riqualificazione (capex) finalizzati ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici e allinearne gli standard ai requisiti ESG, in coerenza con la transizione green del mercato immobiliare. In ambito globale, è proseguita l’analisi di performance del portafoglio esistente con i diversi gestori e dell’implementazione delle metodologie e dei criteri ESG nei processi di gestione dei fondi, soprattutto in ambito ambientale e con una crescente attenzione anche all’ambito sociale.
Di seguito, si riportano i Rating ESG dei portafogli immobiliari Domestico e Globale a dicembre 2025:
CONCLUSIONI
A completamento del percorso di integrazione ESG, Inarcassa ha consolidato nel 2025 il proprio ruolo di investitore istituzionale attivo su tre dimensioni tra loro complementari: qualità della gestione, partecipazione alla definizione degli standard di mercato e presenza qualificata nella governance delle società partecipate.
L'attività assembleare costituisce una delle espressioni più concrete della strategia di engagement di Inarcassa, fondata su un dialogo strutturato e di lungo termine con le società in portafoglio. Attraverso processi di stewardship orientati al miglioramento delle pratiche ESG e della qualità della governance, nel 2025 Inarcassa ha partecipato a 29 assemblee di 22 società, esaminando 243 punti all'ordine del giorno ed esprimendo voto favorevole nel 70% dei casi. Nei casi di scostamento, il voto contrario o l'astensione sono stati espressione di una valutazione critica su politiche di remunerazione o assetti di governance non adeguati. L'approccio ha trovato la sua espressione più diretta nella presenza nei board di Italgas e Fincantieri, a conferma della capacità di Inarcassa di incidere concretamente sulla creazione di valore sostenibile.
Sul fronte normativo, Inarcassa ha aderito alla dichiarazione promossa da Eurosif a tutela dell'integrità del quadro regolatorio europeo, ribadendo l'importanza di regole chiare, trasparenza informativa e principio della doppia materialità come
presupposti essenziali per un mercato degli investimenti sostenibili credibile ed efficace. La coerenza di questo approccio ha trovato ampio riconoscimento esterno: a livello internazionale con il premio come miglior fondo pensione italiano agli IPE European Pension Fund Awards e la menzione nella categoria Private Markets; a livello nazionale con il premio ai FundsPeople Awards Italia per il miglior team negli investimenti alternativi e la doppia candidatura nelle categorie ESG e Casse di Previdenza.