Comunicati Stampa
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Alla Giornata della Libera Professione, ingegneri e architetti chiedono al Governo di rimuovere gli ostacoli fiscali alle StP e di puntare al potenziamento del rapporto con la PA, a partire dall’implementazione di un ecosistema unico ed interoperabile per un’armonizzazione digitale e normativa.
I numeri dello studio di Fondazione Inarcassa, basati sui dati messi a disposizione da Inarcassa, rispetto al primo argomento, sono inequivocabili: chi lavora in forma aggregata guadagna in media il doppio. Tra gli under 35, il divario arriva a 3,46 volte.
Roma, 12 marzo 2026 - È una fotografia nitida quella che Inarcassa e Fondazione Inarcassa hanno presentato il 10 marzo a Roma, nella seconda edizione della Giornata della Libera Professione. I dati parlano chiaro: gli ingegneri e gli architetti che operano in forma di Società tra Professionisti (StP) realizzano un reddito medio 2,1 volte superiore rispetto a chi lavora individualmente. Tra i più giovani, la forbice si allarga ancora: per gli ingegneri under 35, il reddito medio in StP è 3,46 volte più alto; per i giovani architetti, 2,59 volte. Eppure, nonostante questi numeri, le StP rappresentano appena lo 0,8% del totale dei professionisti iscritti a Inarcassa: 1.336 realtà aggregate contro 172.807 liberi professionisti individuali.
Il convegno per la seconda edizione della Giornata della Libera Professione, ospitato al Centro Congressi Roma Eventi 'Fontana di Trevi' ha riunito parlamentari, rappresentanti del Governo e vertici delle principali associazioni di categoria e i presidenti delle sigle co-organizzatrici del convegno, attive nella costruzione delle tematiche e delle istanze da rivolgere alle istituzioni: CNAPPC, CNI, Federarchitetti, Inarsind, ASSO Ingegneri e Architetti, ALA, AIDIA. Per i saluti istituzionali è intervenuto il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, che ha riconosciuto il peso strategico dei liberi professionisti e ha illustrato le misure già in campo - il rafforzamento dell'equo compenso, la riforma degli ordinamenti professionali, il nuovo Codice degli incentivi che abbatte le barriere nell'accesso al sostegno pubblico per i lavoratori autonomi - e ha indicato la direzione: «dobbiamo puntare sulla qualità e sulla pluralità delle forme di lavoro. Il futuro del lavoro italiano sarà sempre più plurale».
Ad aprire i lavori è stato il Presidente di Inarcassa, Massimo Garbari, che ha inquadrato i risultati dello studio in una prospettiva di sistema. Presentando i dati, ha sottolineato come i risultati suggeriscano «inequivocabilmente che una StP ha un elevato potenziale di sviluppo della professione e della carriera professionale». Tuttavia, anche se «non possiamo affermare con assoluta certezza che la partecipazione a una STP generi automaticamente redditi più elevati rispetto ad altre forme di esercizio, ciò che è certo è che lavorare insieme consente di affrontare meglio le sfide, di competere meglio sui mercati e di sostenere la transizione ecologica e digitale».
Sul fronte delle proposte, l'On. Andrea De Bertoldi, membro della Commissione Finanze della Camera, ha illustrato l’ordine del giorno da lui stesso presentato - già votato e approvato a Montecitorio - che impegna il Governo ad estendere il regime fiscale forfettario alle StP di nuova costituzione, nella legge fiscale di prossima discussione, sulla quale l'esecutivo esercita la delega. Una misura che, se attuata, rimuoverebbe il principale disincentivo fiscale all'aggregazione segnalato dalla categoria.
Ad introdurre il secondo argomento della giornata, ossia il tema del rapporto tra Professionisti e Pubblica Amministrazione è stato il Vicepresidente di Inarcassa, Egidio Comodo che ha ricordato «come siano due attori che devono ancora trovare un punto di contatto comune, per riuscire a lavorare in sinergia, con efficienza ed efficacia. A questo proposito, e al fine di instaurare un dialogo fattivo, la soluzione potrebbe risiedere nella instaurazione di una collaborazione operativa per mezzo di tavoli di lavoro permanenti con i vari stakeholder istituzionali, allo scopo di rendere il dialogo tra i diversi attori continuativo e proficuo, in considerazione delle esigenze di entrambe le parti, anche all’insegna di una corresponsabilità normativa e del principio di sussidiarietà sancito dal 4° comma dell’Articolo 118 della Costituzione».
La PA italiana è un tema pilastro per la categoria: negli ultimi dieci anni sono stati compiuti sforzi significativi sul piano della trasformazione digitale, ma la pluralità di livelli normativi in materia di governo del territorio - con norme spesso sovrapposte o in conflitto tra loro - ha frenato l'efficacia di queste innovazioni.
Il risultato è paradossale: chi deve stilare i documenti per una gara pubblica, partecipare a bandi per lavori pubblici o semplicemente depositare una pratica edilizia, non trova un quadro univoco e prestabilito, con il rischio concreto di errori procedurali che danneggiano il professionista, il cittadino e la stessa amministrazione. A riguardo il senatore Stefano Patuanelli ha sottolineato come il ruolo del professionista non debba essere quello di mero intermediario tra cittadino e amministrazione, ma quello di interlocutore qualificato che sviluppi il progetto, una funzione che va difesa e valorizzata, per non disperdere competenza e responsabilità, e trasformare il ruolo dei professionisti nel tramite tra PA e collettività. «Il professionista non è un intermediario burocratico: è colui che trova la soluzione migliore a un problema complesso. Eppure, oggi perdiamo una quota enorme di energie in adempimenti che nulla hanno a che fare con questa missione. La vera sburocratizzazione non passa attraverso nuove norme che si sovrappongono alle precedenti: passa dall'autocertificazione e da un controllo rigoroso»
Lo scenario europeo indica una direzione precisa: molti Paesi stanno già lavorando al rilascio in tempo reale dei titoli abilitativi edilizi attraverso sistemi Building Information Modeling (BIM) integrati con intelligenza artificiale, capaci di leggere direttamente norme semplificate e interpretabili in modo automatico. Un traguardo raggiungibile solo in un ecosistema digitale e normativo snello e interoperabile. L'obiettivo condiviso è una ulteriore standardizzazione dei processi digitali, percepibile concretamente da tutti gli utenti: professionisti, amministratori e cittadini.
A proposito il presidente dell'ANAC Giuseppe Busia ha sottolineato che lo sforzo in questa direzione è europeo, evidenziando come la partita delle nuove direttive sui contratti pubblici richieda il coinvolgimento attivo di tutti gli attori. L'obiettivo è costruire un sistema EU dei contratti digitale e trasparente - anche attraverso una banca dati europea - che semplifichi le procedure senza indebolire i presidi di legalità. Busia ha inoltre tenuto a sottolineare le distorsioni degli affidamenti diretti: «le sinergie tra Pubblica amministrazione e Professionisti funzionano solo se sono basate sull'equilibrio e sulla trasparenza. Gli affidamenti diretti di dimensioni ridotte premiano troppo spesso non chi investe nella qualità e nella propria professionalità, ma semplicemente i più vicini. Dobbiamo garantire che la trasparenza sia reale e che ci sia un incentivo concreto a investire nel merito: è ciò che l'amministrazione vuole e che il mondo delle professioni può e deve offrire».
Tra le principali dichiarazioni rese dai Presidenti delle sigle intervenute sul panel “rapporto con le PA” le parole di Massimo Crusi (CNAPPC): «Per potere avere un dialogo servono regole chiare ed applicabili che possano realizzare una vera semplificazione per impedire che, come accade troppo spesso, i professionisti si trovino nell’impossibilità di esercitare la propria attività a causa di norme non applicabili concretamente. Crusi ha fatto anche un appello affinché il Nuovo Testo Unico dell’Edilizia realizzi questi obiettivi, scongiurando anche il pericolo che l’urbanistica sia disciplinata dall’edilizia. Ha poi ricordato l’impegno del CNAPPC per la promozione dei concorsi di progettazione, più veloci nei tempi e meno costosi nella realizzazione delle Opere, che rappresentano una procedura fondamentale per selezionare progetti di architettura di qualità in coerenza con le necessità sociali, economiche e formali di ogni Opera pubblica, nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del paesaggio. Una procedura – ha detto – purtroppo assolutamente non valorizzata dal Codice dei Contratti attualmente in vigore».
Il CNI, con il Presidente Angelo Domenico Perrini, ha invece sottolineato che «la sussidiarietà (tra PA e libera professione) è possibile, ma deve partire da una chiarezza normativa e da una semplificazione reale; la stratificazione normativa è talmente alta che difficilmente ci si può orientare; in merito al tema della digitalizzazione, è indispensabile che ci sia semplificazione normativa anche nell’acquisizione di strumenti per portare avanti PA (come le piattaforme)». Altro elemento è quello della norma: «abbiamo un DPR 380 che risale al 2001 che ha natura regolamentare e non normativa e una legge urbanistica di riferimento datata 1942».
A seguire Bruno Gabbiani (ALA): «un Paese si dà le norme che vuole darsi e il nanismo organizzativo al quale sono indotti i nostri giovani, ma anche i meno giovani, determina una manodopera a basso costo disposto a fare qualsiasi operazione per il privato e per il pubblico; altro elemento critico è il codice contratti che ignora il valore sociale dell’Architettura (come fattore di incremento della qualità della vita e della coesione sociale) e di sicurezza dell’Ingegneria». Gabbiani richiama inoltre il rispetto dei ruoli: «I RUP facciano il delicato ruolo che sono chiamati a svolgere per le PA e facciano un passo indietro rispetto allo svolgere il ruolo tecnico (di progettazione) durante il mandato. Dobbiamo essere più attenti e più efficaci nel dialogo comune col potere pubblico e con l’opinione pubblica, perché se non riusciamo a farci capire dall’opinione pubblica anche il dialogo con la politica sarà un dialogo sterile».
E infine Nazzareno Iarrusso (FEDERARCHITETTI): «In questo momento la digitalizzazione è intesa solo come modalità e approccio per la consegna di una pratica edilizia, è solo semplificazione per ridurre i tempi della PA, perché il processo codificato a cui il committente deve sottostare per accedere all’autorizzazione, poiché complesso, viene scaricato sul professionista». Conclude evidenziando che “se è giusto avere tracciabilità e responsabilità (che si ha con le piattaforme) è giusto che anche il cittadino e il professionista abbiano una semplificazione reale”.
Il Presidente Garbari, chiudendo i due panel della giornata, ha ringraziato tutti i partecipanti, uditori e relatori e richiamando le parole dell’On. De Bertoldi sull’importanza di essere uniti quando si parla di libera professione e auspica che la tipologia di giornata odierna possa proseguire, magari anche allargando alle altre libere professioni; Il primo messaggio da rilanciare dopo il pomeriggio dell’edizione 2026 della Giornata è che «la professione sta cambiando molto velocemente come la Società, e quindi i modelli vanno modificati: l’aggregazione professionale è un passaggio necessario per guardare al futuro; insieme ai rappresentanti politici, dobbiamo lavorare per trovare le modalità per semplificare i regimi fiscali, per incentivare i giovani e le professioniste ad aggregarsi, per sviluppare la professione e per non soccombere alle grandi Società di Ingegneria o di servizi». Il secondo messaggio è che «nell’evoluzione della professione dovremo ritrovare il ruolo di sussidiarietà e di collaborazione con la PA con responsabilità e competenze chiare; questa è la strada per creare valore aggiunto nella nostra professione per concorrere allo sviluppo del Paese».
I numeri dello studio
Lo studio, realizzato da Fondazione Inarcassa con Ref Ricerche e Cbe su dati relativi all'anno di imposta 2023, è il primo a misurare con questa granularità il valore economico dell'aggregazione professionale. La distribuzione per fasce d'età dei soci StP è sostanzialmente omogenea, con una leggera prevalenza nella fascia 36-45 anni. Il divario reddituale rispetto ai colleghi individuali è però consistente in tutte le fasce: il caso più eclatante riguarda gli ingegneri under 35, che in StP raggiungono un reddito medio di oltre 123.000 euro, contro i 31.500 circa dei colleghi che lavorano da soli. Tra gli architetti, il picco si registra nella fascia 46-55 anni, dove i soci StP arrivano a oltre 126.000 euro.
Geograficamente, il fenomeno è ancora concentrato al Nord: il 55% delle StP ha sede nelle regioni settentrionali, che producono il 64% del fatturato complessivo del settore. Il Centro pesa per il 26% delle strutture e il 22% del fatturato; il Sud per il 19% e il 14%. Il volume include anche un confronto con i principali modelli aggregativi europei e i risultati di un sondaggio su oltre 2.000 professionisti: l'88% manifesta un interesse medio-alto verso le forme aggregate, e il 68% le associa all'opportunità di ampliare le occasioni di lavoro e le competenze.
Fondazione Inarcassa, istituita nel 2011, punto di riferimento oggi in Italia per circa 180.000 ingegneri e architetti liberi professionisti. Il principale obiettivo è la tutela della professione e la promozione della cultura dell’ingegneria e dell’architettura. Riveste il ruolo di interlocutore privilegiato e autorevole a livello istituzionale grazie a un’intensa attività di lobbying, sia nel mondo politico, sia nella società civile. Nell’ambito delle sue attività svolge un continuo e costante monitoraggio normativo e di intervento nel campo del contrasto ai bandi irregolari. Organizza e partecipa a tavoli tecnici, individuando nuovi ambiti di sviluppo. Dal 2018 ha istituito la Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, un evento che, con momenti istituzionali ed eventi pubblici, mira a diffondere la cultura della prevenzione sismica nella cittadinanza.
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