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Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti

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Ricongiunzioni

(Artt. 19, 26 e 27 |  Regolamento Generale di Previdenza 2012 - Regolamento Riscatti e Ricongiunzioni)

La ricongiunzione consente di unificare tutti i contributi accreditati presso le diverse gestioni previdenziali al fine di conseguire un’unica pensione. La facoltà di ricongiungere è stata riconosciuta ai liberi professionisti con la legge n. 45/1990 .
La ricongiunzione rappresenta una alternativa alla totalizzazione disciplinata con D. Lgs. 42/2006.
 


REQUISITI E SOGGETTI INTERESSATI

La facoltà è attribuita ai liberi professionisti prima della liquidazione della pensione ed ai suoi superstiti, entro due anni dal decesso dell’iscritto.

Il presupposto per la ricongiunzione è la presenza di periodi di iscrizione in due o più enti previdenziali. La facoltà di ricongiunzione può essere esercitata (domanda):

  • presso l’ente in cui è in corso l’iscrizione
  • al compimento dell’età pensionabile presso una gestione diversa da quella di iscrizione, nella quale si possano vantare almeno 10 anni di iscrizione e contribuzione continuativa obbligatoria in relazione ad attività effettivamente esercitata. Dal calcolo dei dieci anni vanno esclusi i periodi coperti da contribuzione volontaria, figurativa e di riscatto.

 

La facoltà di ricongiunzione può essere esercitata di norma una sola volta, salvo che il richiedente possa fare valere un ulteriore periodo assicurativo di dieci anni, di cui almeno cinque anni di contribuzione continuativa in regime obbligatorio in relazione ad attività effettivamente esercitata. In mancanza di tale requisito un’ulteriore ricongiunzione può essere fatta valere ma solo all’atto del pensionamento e solo presso la gestione presso cui è stata precedentemente accentrata la posizione assicurativa.


TIPOLOGIE DI CONTRIBUTI RINCONGIUNGIBILI

La ricongiunzione non può essere parziale ma deve interessare tutti, e per intero, i periodi assicurativi accreditati all’atto della domanda presso le diverse gestioni previdenziali:

  • contribuzione obbligatoria
  • contribuzione volontaria
  • contribuzione figurativa
  • contribuzione da riscatto

 

I contributi trasferiti sono maggiorati dell’interesse annuo composto del 4,50% con la sola eccezione dei contributi figurativi conteggiati per la sola quota capitale.

Non sono ricongiungibili:

  • i periodi di contribuzione maturati presso la Gestione Separata INPS;
  • i periodi di contribuzione già utilizzati ai fini pensionistici;
  • i periodi di contribuzione già liquidati (ad esempio i contributi restituiti).


In sede di ricongiunzione può verificarsi il caso di coincidenza di più periodi coperti da contribuzione effettiva, volontaria e figurativa. I periodi relativi ad attività lavorativa effettiva, anche se coincidenti, sono considerati utili ma l’anzianità contributiva viene conteggiata una sola volta. Quando l’attività effettiva coincide con periodi di contribuzione figurativa o coperti da riscatto non conseguente a prestazioni di lavoro prevale il periodo di attività effettiva.

Se nessun dei periodi coincidenti è relativo ad una prestazione effettiva è considerato utile solo il periodo coperto con contribuzione di importo più elevato.


RICONGIUNZIONE DEI PERIODI DI LAVORO ALL'ESTERO

La legge 45/90 disciplina la ricongiunzione dei periodi assicurativi relativi ai liberi professionisti ed opera esclusivamente sul territorio italiano. Per i contributi versati all’estero, occorre verificare l’esistenza di una convenzione tra l’INPS e la gestione previdenziale estera nella quale avviene la contribuzione, allo scopo di effettuare successivamente la ricongiunzione tra INPS ed Inarcassa.

Si consiglia quindi di rivolgersi alla sede INPS del luogo di residenza anagrafica o consultare il sito www.inps.it . Se i periodi di lavoro dipendente all'estero non possono essere ricongiunti tramite INPS o totalizzati in virtù delle normative europee, essi possono essere oggetto di riscatto alle condizioni di cui all'art. 7, comma 3, dello Statuto.


PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA  

La domanda di ricongiunzione deve essere presentata prima della liquidazione del trattamento pensionistico da parte di Inarcassa.

La presentazione della domanda di ricongiunzione non è impegnativa per l'associato ma consente ad Inarcassa di richiedere agli altri Enti coinvolti il montante contributivo da trasferire e quindi di sviluppare ipotesi sul costo e sul rendimento dell'operazione di ricongiunzione.

Nella domanda devono essere indicati tutti i periodi previdenziali di cui è titolari e tutte le gestioni previdenziali presso cui sono accreditati i contributi ed i periodi da ricongiungere (obbligatori, volontari, figurativi o di riscatto).
Entro i sessanta giorni successivi alla ricezione della domanda di ricongiunzione, Inarcassa richiede alla/e gestione/i interessata/e tutti gli elementi necessari alla costituzione della posizione previdenziale. La risposta da parte degli altri enti deve pervenire entro novanta giorni dalla data della richiesta. A ricezione di tali dati, Inarcassa comunica all'associato l'ammontare dell'eventuale onere a suo carico nonché il prospetto delle possibili rateizzazioni.

Occorre inoltre aver presentato ad Inarcassa tutte le dichiarazioni reddituali dovute, almeno sino all'anno antecedente la domanda (es: per una domanda presentata nel 2015 è necessaria la dichiarazione del reddito professionale 2014). Per le domande presentate prima della scadenza della dichiarazione reddituale obbligatoria riferita all'anno precedente (31 ottobre) il calcolo dell'onere potrà essere elaborato solo successivamente all'acquisizione dei dati reddituali dichiarati nei termini normativamente previsti.

La domanda di ricongiunzione deve essere presentata prima della delibera del trattamento pensionistico da parte di Inarcassa. Si consiglia di verificare almeno un anno prima della maturazione dei requisiti di pensione la presenza di periodi assicurativi presso altri enti per valutare l'opportunità di presentare la domanda.
La tempistica complessiva dell'invio della proposta è definita dall'art 4 della legge n. 45/1990 ma è vincolata alla ricezione in tempo utile delle informazioni previdenziali necessarie all'elaborazione del provvedimento.


PRESENTAZIONE CONTESTUALE DI UNA DOMANDA DI RISCATTO E DI UNA DOMANDA DI RICONGIUNZIONE

La ricongiunzione ed il riscatto sono facoltà che trovano fondamento in disposizioni differenti e non possono essere oggetto di uno stesso provvedimento. I due provvedimenti vengono quindi elaborati separatamente rispettando l’ordine cronologico di arrivo: alla luce degli effetti sull’anzianità pensionabile, e quindi sul calcolo dell’onere, il provvedimento relativo alla seconda istanza potrà essere elaborato solo dopo che l’interessato abbia accettato o meno la prima istanza. Nel caso di presentazione contestuale della domanda di riscatto e di ricongiunzione, quest’ultima verrà elaborata dopo la definizione dell’operazione di riscatto in quanto la definizione del riscatto determinerà un’anzianità contributiva ed un coefficiente tabellare differenti, con conseguente diverso calcolo dell’onere di ricongiunzione.


CALCOLO DELL’ONERE DELLA RICONGIUNZIONE

a) Ricongiunzione di periodi fino al 31 dicembre 2012
Dal 1° gennaio 2015 è entrato in vigore il nuovo Regolamento Riscatti e Ricongiunzioni con la possibilità per l’associato di avvalersi della ricongiunzione gratuita anche per questi periodi.

L’associato può quindi optare tra:

  • ricongiunzione “retributiva”, che potrebbe prevedere un onere a carico del richiedente. L’onere è pari alla differenza tra la riserva matematica necessaria a coprire il pagamento da parte di Inarcassa della maggior quota di pensione ottenibile con la ricongiunzione ed il montante dei contributi versati nelle altre gestioni. La riserva matematica è calcolata alla data della domanda applicando alla maggior quota di pensione il coefficiente attuariale di riferimento individuato in base alle tabelle approvate con Decreto Ministeriale del 05/01/2012 (Tabella A-B-C-D- E);
  • ricongiunzione “contributiva”, che non prevede onere a carico del professionista.

 

b) Ricongiunzione di periodi successivi al 31 dicembre 2012
La ricongiunzione dei periodi assicurativi successivi al 31/12/2012 non comporta oneri a carico del richiedente poiché consiste nel trasferimento del montante contributivo accreditato presso l’altro ente previdenziale presso cui era costituita la precedente posizione assicurativa.

c) Ricongiunzione di periodi misti (ante e post 31 dicembre 2012)
c) La ricongiunzione di un periodo che inizia prima del 31/12/2012 e termina dopo il 01/01/2013 determina, in caso di ricongiunzione “retributiva”, un onere a carico dell'interessato per i soli periodi ante 2013 (per il periodo post 31/12/2012 c’è il semplice trasferimento del montante contributivo versato). Nel caso si scelga la ricongiunzione “contributiva” per l’intero periodo (ante e post 31/12/2012) non ci sarà onere a carico dell’associato.

Il sistema di calcolo della pensione utilizzato per definire il rendimento pensionistico della ricongiunzione è il pro-rata (art. 20 RGP 2012).

Nel caso si opti per la ricongiunzione retributiva, per il calcolo della quota, il sistema viene corretto con le seguenti regole speciali ai fini della determinazione della riserva matematica:

  • a) i redditi dichiarati in misura inferiore a 10 volte il contributo soggettivo minimo sono elevati a tale valore, ai fini del calcolo della quota retributiva di pensione;
  • b) la media reddituale ante ricongiunzione, utile al calcolo della quota retributiva di pensione, viene eguagliata a quella post ricongiunzione, se di valore superiore.


EFFICACIA PREVIDENZIALE DELLA RICONGIUNZIONE

La ricongiunzione “retributiva” (per periodi anteriori al 2013) si perfeziona con il pagamento delle prime tre rate o, in caso di onere nullo, con l’accettazione del provvedimento e i periodi sono computati nella quota retributiva di pensione.

La ricongiunzione “contributiva” (relativa a periodi successivi al 31/12/2012 e quella dei periodi antecedenti per cui sia stata esercitata tale opzione) si perfeziona con il trasferimento del montante contributivo da parte dell’altro ente e i periodi sono computati nella quota contributiva di pensione.


PAGAMENTO DELL’ONERE

L’onere di ricongiunzione può essere corrisposto:

  1. in unica soluzione;
  2. in forma rateale, in rate mensili non superiori alla metà del periodo ricongiunto, con la maggiorazione degli interessi di dilazione ad un tasso pari all’indice ISTAT dei prezzi al consumo (0% per l’anno 2016).

 

Entro 60 giorni dalla ricezione della notifica l’interessato deve provvedere a versare l’intero onere, in caso di pagamento in unica soluzione, o l’ammontare delle prime tre rate, in caso di pagamento rateale.

Il mancato adempimento comporta la rinuncia alla facoltà di ricongiunzione con possibilità tuttavia di inoltrare una nuova domanda in qualsiasi momento.

Il versamento anche parziale, pari all’importo dovuto delle prime tre rate, determina la irrevocabilità della domanda, con avvio della procedura di richiesta alle altre gestioni di trasferimento dei contributi. Tale circostanza impedisce l’accesso all’istituto della totalizzazione. L’eventuale debito residuo al momento della decorrenza della pensione può essere recuperato ratealmente sulla pensione stessa.

Dal 1° gennaio 2001 le somme versate a titolo di riscatto e di ricongiunzione sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limiti di importo (art. 10 DPR 917/1986).


SIMULAZIONE DEL CALCOLO DELL'ONERE

Per richiedere una simulazione dell’onere di ricongiunzione e del rendimento pensionistico – riservata esclusivamente agli iscritti a Inarcassa – occorre utilizzare il modulo di domanda che permette alla Cassa di richiedere i dati contributivi agli altri enti.

L'invio del modulo di domanda non comporta nessun impegno nei confronti della Cassa.

La simulazione dell’onere e del rendimento pensionistico si basa sui seguenti parametri attestati alla data della domanda di ricongiunzione:

  • l’età;
  • il sesso,
  • l’anzianità contributiva;
  • la media reddituale utile al calcolo della quota retributiva;
  • il montante contributivo;
  • il coefficiente di trasformazione di cui alla Tabella H.

 

Questi parametri cambieranno al momento dell’effettivo pensionamento (in particolare se la simulazione avviene in età giovane) e il reale rendimento pensionistico potrebbe quindi essere diverso.